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Percorsi mountainbike

  Dalla pianura alluvionale alle montagne calcaree

Image Dalla pianura alluvionale alle montagne calcaree

Il nostro itinerario parte dal centro di Vittorio Veneto e considerata la sua lunghezza si adatta benissimo ad un'escursione in mountain bike.
Una volta verificata l'efficienza dei mezzi e dopo aver preso con noi il necessario per l'uscita partiamo dal centro cittadino e risaliamo Vittorio Veneto in direzione Serravalle.
In breve tempo lasciamo la pianura per arrivare nel cuore dei primi rilievi prealpini.
Passata la stretta di Serravalle ci dirigiamo verso nord per svoltare ad ovest, verso Revine e proseguendo sino alla frazione di Longhere.
In corrispondenza della Chiesa svoltiamo a destra ed iniziamo a salire in direzione Fais.
Passato Previdal Alto, all'altezza di un tornante sinistro, svoltiamo per una carrareccia che scende e dopo circa un km si arriva all'abitato di Croda Rossa.

La visuale che possiamo ammirare facendo questa salita non ha eguali, si pensi che nelle giornate limpide è possibile vedere la Laguna di Venezia preceduta dal lento degradare delle Colline Moreniche che accompagnano lo sguardo.
Continuiamo a scendere per la strada asfaltata sino ad un accentuato tornante destrorso, qui prendiamo la strada sterrata che si stacca a sinistra, la percorriamo per 150 m e poi giù, a destra.
La strada è piuttosto sconnessa ma facendo attenzione non risulta pericolosa.
Oltrepassati dei gradini rocciosi lasciamo la strada principale per prendere un sentiero a sinistra.
Si tratta del cosiddetto "Troi dei Pai", in quanto segue i piloni dell'alta tensione.
Questo è forse uno dei più bei sentieri presenti sul nostro territorio in particolar modo per chi ama i percorsi tecnici da farsi in mountain bike (si è talmente impegnati nella guida che non si accorge nemmeno della fatica).
Il fondo risulta sempre buono in quanto il terreno drena molto bene ed è perciò percorribile anche dopo piogge intense.
Il tracciato in questo versante passa gran parte per la zona Z.I.C. (Sito di Importanza Comunitaria) del Gruppo del Visentin e che rappresenta un’area naturalistica di particolar pregio meritevole di essere salvaguardata.
Riprendendo la strada senza neanche accorgerci arriviamo a Nove e ben presto al Lago Morto. Percorriamo la sponda destra seguendo il sentiero n. 1044, al Borgo Piccin risaliamo la strada asfaltata di Nove Alto sino a sbucare all’altezza del casello autostradale.
Ci immettiamo sulla statale, la percorriamo per un breve tratto sino a quando all'altezza dell'Albergo da Mosè vediamo partire una strada (via Banche) che prendiamo.

Poco dopo la strada passa di fianco all'immensa cava di Farra d'Alpago, passata la quale, a poche centinaia di metri svoltiamo a destra.
Ci troviamo sulla strada silvo-pastorale del Gaviol. La strada sale leggermente ed in poco tempo ci ritroviamo in un luogo di cui non avremmo mai immaginato l'esistenza.
Altissime pareti di roccia, grossi macigni e immensi sfasciumi rocciosi; qui la vegetazione ricorda più un ambiente sub-alpino che le Prealpi Trevigiane.
Da qui perfino l'imponente viadotto autostradale ci sembra poca cosa e la visuale si estende sin oltre i laghi di Revine mettendo in risalto l'antico tracciato di quel ramo del Ghiacciaio del Piave che un tempo passava anche di qui.
Seguiamo la strada che poi riprende a scendere sino a giungere in prossimità del viadotto autostradale.
Si percorre una strada utilizzata come viabilità di servizio al tempo della costruzione dell'autostrada e che ci porta sino a Nove.
Da qui il rientro può essere completato per la strada normale approfittando magari di una sosta ristoratrice in uno dei tanti locali pubblici che si incontrano lungo la via.

 

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I tracciati Gps sono a cura di Crazy Sport.