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Città murata

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In antichità era formata da due centri distinti, Ceneda e Serravalle, che solo nel 1866 vennero fusi nell’attuale Vittorio Veneto.

Ceneda, di origine romana, raggiunse il massimo prestigio nel VII sec., allorchè divenne ducato longobardo e poi sede vescovile.

Serravalle, fortificata da monarchi barbari, nel 1174 divenne feudo dei Da Camino. Dal 1226 Gabriele III da Camino recinge Serravalle di nuove mura, riprendendo ed ampliando quelle preesistenti, in modo da formare una triplice cerchia scandita da dodici torri, ancora oggi in parte conservate. Sotto il dominio della Serenissima (1337-1797) conosce un periodo di grande splendore, testimoniato dalla straordinaria bellezza ed eleganza dei palazzi e delle piazze.

Queste due realtà urbane, se pur divise, in realtà sono sempre state indissolubilmente legate ad una sorta di reciprocità ed integrazione, che le rende luoghi complementari indissociabili.

Se Ceneda è un insieme sistematico, Serravalle è tendenzialmente un sito puntuale. Ceneda può essere raffigurata come una concatenazione di borgate e castelli, essa stessa fortificazione importante, da cui dipendono altri luoghi muniti, mentre Serravalle si aggrega, cresce su sé stessa e si difende divenendo città murata, occupando integralmente la sede obbligata di transito: Serravalle e Ceneda; la montagna e la pianura, la città compatta e l’insediamento sparso.

Per queste caratteristiche, Vittorio Veneto fa parte dell’Associazione Città Murate del Veneto che ha lo scopo di tutelare, valorizzare e promuovere tutte le Città Murate del Veneto attraverso un’azione coordinata tra i comuni partecipi.