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Le ville

Negli anni Cinquanta, grazie all'impegno di Giuseppe Mazzotti è stata realizzata una catalogazione delle ville della Provincia di Treviso, a cui è seguita una successiva effettuata negli anni '90 dall'Istituto Regionale per le ville venete che ha portato alla valorizzazione e alla conservazione di un numero di edifici e al censimento di una ventina di ville situate nella zona vittoriese.
Non bisogna tralasciare, sia quegli edifici, ora trasformati in abitazioni rurali, che edificati dalla nascente borghesia, si ispiravano al modello della villa veneta, sia i villini in stile liberty con i relativi parchi e giardini, situati lungo l'attuale Viale della Vittoria e commissionati, tra la fine dell'Ottocento ed il primo Novecento, dai nuovi capitani dell'industria a progettisti di gran nome come il Caregaro Negrin, il Bagnara, il Del Giudice. Da questo lavoro è emerso come la maggior parte degli edifici costruiti nelle nostre zone, si possa far risalire al '700 e all'800.
La mancanza di edifici del Quattrocento e del Cinquecento, epoche in cui il modello della villa inizia a diffondersi, dipende da un fattore storico che ha condizionato le nostre località: la presenza soprattutto a Ceneda dell'autorità del vescovo-conte limita la penetrazione della Serenissima e la conseguente possibilità di edificare ville su modello tipicamente veneziano.
La mancanza nel territorio pedemontano di un fiume navigabile come il Brenta o il Sile e la scarsità di strade facilmente percorribili come il Terraglio sono da considerarsi un'altra causa della scarsità di ville nel nostro territorio. Infine è importante sottolineare come la disomogeneità del terreno, essendo le nostre zone prevalentemente collinari, si possono notare delle differenze anche dal punto di vista strutturale e architettonico: le ville di pianura si presentano come complessi molto più articolati ed estesi per la presenza di adiacenze e bachesse, mentre le ville del vittoriese il più delle volte tendono a svilupparsi maggiormente in altezza che in larghezza, ricordando la tipologia del palazzo.

Le ville nella zona di Ceneda

  Villa Posocco

La facciata principale è segnata da un importante portale ad arco a tutto sesto, con stipiti e ghiera a cornici, affiancato da due finestrelle ovali con cornici in pietra, mentre sulle porzioni laterali si aprono due finestre rettangolari anch'esse decorate con pietra. Il motivo dell'arco si ripete anche al primo piano, sopra il portale, dove si apre una finestra ad arco ribassato, i cui stipiti reggono un architrave aggettante rispetto alla facciata. Ai lati si aprono delle finestre che si ripeto anche al piano del sottotetto creando un effetto di armonia e proporzione.

 

  Villa Segat

Proseguendo lungo via San Fris, al n° 63, ci si può imbattere in villa Segat, edificio del XVIII sec. che si compone di due edifici disposti a formare una L: quello rivolto verso la strada, è chiuso da due portali che segnano l'ingresso alla proprietà; uno dei due presenta il caratteristico arco a tutto sesto.
La facciata principale si presenta simmetrica e tripartita, arricchita da decorazioni in pietra: al piano terra presenta un portale d'ingresso ad arco a tutto sesto, con stipiti e ghiera a bugne, al centro del primo piano si apre una bella trifora, le cui aperture sono separate da colonnine con decoro al centro. Il balconcino centrale è chiuso da una balaustra in ferro e ai lati presenta quattro finestre rettangolari che riprendono la disposizione del pian terreno.
La facciata opposta che guarda verso il cortile ha la stessa impostazione di quella principale con un portale sopra cui si apre una bifora composta da due finestre.

 

  Villa Palatini

La villa ha pianta rettangolare e si sviluppa su due piani; la facciata presenta la tipica tripartizione: al piano terra si apre un portale d'ingresso con conci a bugne e finestre rettangolari ai lati, mentre il centro del piano nobile è evidenziato da una trifora, dal profilo centinato con una balaustra ad elementi in pietra a doppia anfora, e ai lati presenta monofore rettangolari che si ripetono anche nel sottotetto non abitabile.
La disposizione dei locali interni si sviluppa su un androne d'ingresso al piano terra, e un salone centrale al primo piano con pavimenti tipici alla veneziana, che si apre su entrambi i fronti della villa.
Le due barchesse che delineano il giardino hanno una pianta rettangolare, mentre l'oratorio presenta un semplice portale d'ingresso sormontato da una finestra termale e fiancheggiato da due finestre in pietra; sul tetto si trova un piccolo campanile a vela con le campane.
 

 

  Villa Costantini, Morosini, Papadopoli

Nel 1919 la villa fu venduta alla famiglia Aldobrandini-Papadopoli che incaricò l'architetto Brenno Del Giudice di eseguire una trasformazione delle facciate secondo il gusto     eclettico del tempo.
La villa appare articolata in vari corpi di fabbrica: la facciata è rivolta verso la strada pubblica, mentre verso la piazza è orientato il prospetto del corpo a impianto poligonale che avanza nel giardino. L'edificio è costituito da un corpo principale, quadrato, a tre piani, affiancato ai lati da due ali che presentano anch'esse tre piani; il volume centrale sporge rispetto al resto dell'edificio e termina in un alto sopralzo a timpano, impostato su uno stemma in pietra. Il timpano è raccordato al resto della copertura da due volute in pietra ed è decorato da pinnacoli in pietra a forma di vaso: motivo ricorrente nel resto della facciata.
Al centro della facciata si trova al piano terra un ingresso principale a cui si sovrappone al primo piano, un'apertura con balaustra in ferro, e al secondo piano una serliana dai profili in pietra. La villa è affiancata da ciò che rimane delle antiche scuderie, da una serra, un belvedere e la foresteria (sede della Biblioteca Civica), inseriti all'interno di un notevole parco, in cui si possono riconoscere una vasta gamma di essenza esotiche o semplicemente ornamentali.

 

  Palazzo Doro-Althann

Si presenta come un notevole edificio con una duplice funzione: ha carattere di palazzo lungo via del Pretorio sviluppandosi su tre piani, mentre sul fronte opposto che guarda via Ugo Foscolo, ricorda la tipologia della villa, elevandosi su quattro piani e aprendosi su un ampio giardino. Verso via del Petorio, per la limitatezza dello spazio e per la pendenza del terreno, l'edificio è formato da un corpo centrale con ampie finestre rettangolari sui tre piani, tra cui risaltano quelle al pian terreno per il motivo a bugnato che le decora.
Al piano terra un' ampia apertura ad arco, inquadrata da due semicolonne in stile dorico e fiancheggiata da due finestre, si ripete anche al primo piano dove il balcone principale è arricchito da una balaustra con colonnine in pietra. Ai due lati ci sono due portoni ad arco decorati da una pesante cornice settecentesca; sopra questi, in maniera simmetrica si aprono bifore dal profilo architravato cui corrisponde, sul tetto a terrazza, una balaustra in pietra.
Il fronte opposto che guarda verso il giardino, pur presentando un piano in più, è meno ricco e decorato rispetto a quello principale.

 

  Villa Zuliani

Dando le spalle a Palazzo Lioni e guardando verso via Lorenzo Da Ponte, al numero 116, in posizione elevata rispetto alla strada, sorge Villa Zuliani che oggi è la sede della Curia Vescovile. Venne fatta costruire nel 1700-1701, per volere dei conti Zuliani, come risulta da un'iscrizione lapidea posta sulla facciata. La costruzione, a pianta rettangolare, si eleva su tre piani e presenta al piano terra, in posizione centrale, un arco d'ingresso a bugne e, su entrambi i piani secondari, una trifora con poggiolo in pietra e semplici finestre rettangolari ai lati. Nella parte del sottotetto la facciata presenta basse finestrelle sotto il cornicione rette da mensole. L'interno è assai prezioso: il salone centrale, su cui si affacciano le varie stanze, è ornato da stucchi, da soffitti alla sansovina e da affreschi attribuiti a Sebastiano Ricci.

 

  Villa Pasqualis

Giuseppe Pasqualis, proprietario dell'enorme Stabilimento Bacologico che si trovava in via Soffratta, dove ora sono stati costruiti dei condomini residenziali, nel 1889 diede vita ad una nuova industria, unica al mondo, che al posto di utilizzare i bachi da seta, lavorava le fibre tessili della corteccia dei rami di gelso ricavandone tessuti d'ogni genere. Questa stoffa venne chiamata Gelsolino, e il terreno di sua proprietà venne adibito alla coltivazione di gelsi.

 

  Villa Costantini Vettore

Villa Costantini e Villa Pasqualis ci testimoniano come in questo periodo Vittorio Veneto fosse diventata una cittadina importante dal punto di vista economico e molti industriali del tempo avevano trovato una fonte redditizia nel settore tessile con l'allevamento dei bachi da seta e la produzione di nuovi tessuti.

 

  Villa Franceschin

E' circondata da un ampio parco e chiusa da una cancellata di Angelo Casagrande, vero capolavoro nell'arte di lavorare il ferro battuto.

 

  Villa della Colletta, Fassina, Raumer-Zanchetta

Questo è un esempio di edificio seicentesco, che sorge su uno dei tanti isolotti che punteggiano il fiume Meschio. E' costituito da una serie di fabbricati che presentano differenti caratteristiche architettoniche e che sono disposti a formare una corte interna. La carte principale dell'edificio, che guarda il fiume Meschio, è collegata alla terraferma da un breve ponticello e presenta un'originaria facciata ricurva che segue l'andamento dell'acqua e si eleva sul resto dell'edificio con un alto timpano a dentelli. Al piano terra si trova un     ampio portone d'ingresso con arco a tutto sesto a bugne, mentre nella parte superiore, in corrispondenza di questo, si apre una monofora ad arco, dalla balaustra in ferro battuto. Nel XIX sec. la villa venne inglobata in un complesso di cotruzioni industriali per la produzione della carta e di manufatti in ceramica, perdendo completamente la destinazione originaria e cadendo in completo disuso.

 

  Villa Calbo-Crotta

Dell'intero complesso si sono conservate unicamente le barchesse; i due edifici, collocati uno di fronte all'altro, in posizione perpendicolare alla strada vicina, hanno pianta rettangolare e nella facciata corta che si affaccia su questa, presentano dei grandi archi a tutto sesto, con chiave di volta, intercalati da semicolonne in stile dorico, e con finestrelle ovali nel sottotetto.
Sui lunghi fronti interni, non visitabili, si sviluppano una serie di archi a tutto sesto, sostenuti da semicolonne in stile dorico che reggono un'alta trabeazione; le finestre del sottotetto sono divise da triglifi in pietra che sorreggono la cornice del tetto, ripetendo il motivo decorativo che si trova anche nella facciata a noi visibile.

 
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Le ville nalla zona di Serravalle

  Villa Vicentini, Breda, Berretta

La villa è un modesto edificio del XIX sec. che si distingue dagli altri adiacenti per il carattere neoclassico.
La facciata principale della villa, semplice e simmetrica, presenta la parte centrale sporgente rispetto alle parti laterali. Al pian terreno si apre un arco con conci a bugne e ai lati del portale d'ingresso sono ituate due aperture rettangolari; al primo piano si ripete lo schema di quello sottostante: al centro si trova un'ampia finestra centrale, collocata tra due coppie di paraste dal capitello ionico, e chiusa da una balaustra in pietra liscia con un decoro centrale a losanga. Ai lati si rovano delle ampie finestre che rispetto a quelle del pian terreno sono arricchite da un timpano, motivo che viene ripreso anche nel tetto.

 

  Villa Bianchi, Rosada, Altoè, Cortuso

Riconosciamo la tipologia delle ville che abbiamo trovato nella zona di Ceneda, secondo uno schema 2-3-2; infatti al pian terreno presenta un portone ad arco bugnato che al primo piano, è sormontato da un elegante trifora centrale con un piccolo poggiolo in ferro e suddivisa da semplici colonnine in pietra che arricchiscono la facciata.
All'interno si apre un salone centrale d'ingresso su ci si affacciano le sale secondarie e i soffitti hanno travi alla sansovini.

 

  Villa Bianchi Rosada detta Casa Rossa

Villa Rosada, Marini è detta anche Casa Rossa, per il colore dell'intonaco che caratterizzava l'edificio, di cui oggi si conservano solamente alcune tracce.
Si tratta di un interessante edificio seicentesco, appartenente alla     nobile famiglia serravallese Casoni, e costituito da un corpo centrale con frontone e due ali più basse ai lati. Il corpo centrale è caratterizzato al pian terreno da finestre dal profilo centinato, mentre al primo piano si apre una bifora con conci in pietra e con poggiolo retto da una balaustra composta da colonnine a doppia anfora; il motivo della monofora ad arco si ripete anche al secondo piano.
Le ali presentano finestre più ampie e finestrelle nel sottotetto; sul tetto si alzano due camini, mentre al piano terra si aprono due portali, disposti in maniera alquanto irregolare, segnati da grosse bugne in pietra e da un mascherone in chiave d'arco. La parte retrostante si presenta come un semplice edificio con loggia di carattere cinquecentesco.

 

  Villa Palazzo Lucheschi

Il complesso è costituito da un corpo principale, due ampie barchesse, un ampio giardino, mentre nella parte retrostante, che si affaccia sul fiume Meschio si trovano le case coloniche e una serie di proprietà che appartenevano alla villa. In origine due ponti attraversavano il fiume, segnando l'ingresso principale della villa, costituito da tre eleganti portali, posti in successione. Il fronte di via Cavour si sviluppa su tre piani; al centro del pian terreno presenta un arco a tutto sesto che raggiunge l'altezza del mezzanino mentre ai lati sul parametro a bugnato si aprono quattro grandi finestre. Il fronte opposto, che guarda verso il giardino, presenta delle analogie con quello di via Cavour, ed è racchiuso dalle due barchesse.

 

  Villa Balbinot

La villa venne edificata nel tardo seicento in posizione panoramica in una zona isolata con una prevalente destinazione agricola. L'edificio, a pianta quadrata, presenta al centro della facciata un frontone con timpano e due ali poco più basse evidenziate da un bel cornicione di gronda sporgente e a mensoloni. Nel centro della facciata si notano una trifora e tre aperture soprastanti che culminano nel frontone; la trifora centrale a fori rettangolari presenta una originale balaustra con la parte centrale decorata da colonnine seicentesche e le finestre laterali sono chiuse da due belle pietre scolpite con eleganti motivi decorativi. Al piano terra si trova un semplice ingresso fiancheggiato da due finestrelle poligonali. Come riferisce il Mazzotti, all'interno nel locale d'ingresso il soffitto presentava robuste travi dipinte, mentre quello della stanza adibita a cucina era decorato con varie cornici di legno che probabilmente riquadravano antiche pitture. La villa possedeva anche una piccola cappella interna, in seguito adibita a camera da letto con una pala lignea.

 
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Le ville del '900

  Villa Croze

Venne realizzata in stile liberty agli inizi del XX sec. dall'architetto vittoriese Carlo Costantini per la famiglia Croze. Ottavio Croze possedeva in città una fornace per la produzione di calce e cemento e produceva una serie di manufatti sia da costruzione sia decorativi come piastrelle per pavimenti, balaustre e piastrini. Oggi la villa che conserva ancora la decorazione originale sia all'esterno sia nelle sale all'interno, è stata impreziosita dalla collezione del vittoriese Giovanni Paludetti, che ha donato un cospicuo numero di opere da lui raccolte con grande dedizione e passione.

 

  Villa Chiggiato

L'edificio residenziale è circondato da un ampio parco con alberi secolari di notevole aspetto e comprende una serie di annessi tra cui la casa del giardiniere, una stalla ed una serra.
Il corpo principale della villa si sviluppa su tre piani oltre ad un piano interrato, singolare è la torretta con bifore e trifore che si eleva sull'edificio perché costituisce un elemento tipico dello stile dell'architetto che poi è stato ripreso in altre ville del viale. Le finestre sia al piano terra che al primo hanno cornici di pietra viva intervallate da fasce decorative a colori che caratterizzano l'intero edificio. All'interno, il vano scala è illuminato da un bel rosone in vetro e ferro; la scala in pietra con una ringhiera in ferro battuto porta al secondo pianerottolo dove le iniziali “G.C.” e la data 1883 ricordano il primo proprietario e la data in cui i lavori sono stati portati a termine.

 

  Villa Errera

Villa Errera è un elegante edificio in stile liberty, riadattato tra il 1870 e il 1882.
Il complesso è costituito dall'edificio principale e da dei rustici tra cui vanno segnalate le serre in pietra costruite dal medesimo architetto nel 1880 che erano provviste di un impianto di riscaldamento per il periodo invernale. Anche il parco, organizzato dal Caregaro Negrin, secondo il gusto romanico del tempo, viene ricordato in un sonetto scritto dal proprietario stesso in occasione dell'inaugurazione dell'opera: “Per te colli, giardini e selve e monti, surgono per incanto all'improvviso e fai tra marmi zampillar le fonti”.

 

  Villa Vianello-Passi

E' un esempio di villa di fine '800, progettata nel 1882.
Il complesso comprende il corpo principale, una barchessa destinata a scuderia e ad alloggio per la servitù e un parco, ricco di piante secolari come i lecci e i cedri del Libano; un bel viale sul dorso del colle porta ad una rotonda belvedere da cui si può godere la vista di un panorama incantevole. L'edificio si sviluppa su due piani oltre al sottotetto e ad un seminterrato. La facciata principale risulta sporgente dal volume complessivo e al pian terreno presenta un ingresso a tre ampie aperture  ad arco a tutto sesto cui corrispondono al primo piano tre finestre rettangolari. Infine una ricca decorazione policroma e una cornice a dentelli impreziosiscono la parte del sottotetto e del timpano che completano la facciata.