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I musei

Il luogo sacro alle Muse raccoglie, in tutto il mondo, collezioni di oggetti (artistici, archeologici, scientifici, entografici, ecc.) che costituiscono, in qualche modo, il "tesoro" di una città, di una collettività. E' antichissima, già egiziana poi romana, l'esigenza di darne godimento pubblico, via via fino alla tradizione del "gabinetto delle meraviglie" quale la raccolta praghese di Rodolfo II, e fino a contenere ed esporre esemplari di storia naturale, strumenti, invenzioni meccaniche, carte geografiche, rarità astrologiche, monete, cammei e tutto quanto possa costituire il materiale per una particolare forma di educazione. La città, in variegato ventaglio, offre ai visitatori, stabilmente, otto importanti esempi di essi.

  I musei civici

Visitate anche il portale web dedicato ai musei civici cittadini

www.museivittorioveneto.gov.it

 

  Museo del Cenedese

Image Museo del Cenedese

Il Museo è ospitato nell’antica Loggia della Comunità di Serravalle, elegante esempio di architettura veneziana di terraferma, la quale fu fatta costruire fra il 1462 ed il 1476 sopra un precedente palazzo probabilmente trecentesco dai Podestà Gabriele e Domenico Venier. Recenti restauri hanno permesso di riscoprire gli affreschi quattrocenteschi che si estendono sull’intera facciata del palazzo, opera di Dario da Treviso e della sua Scuola; inoltre sull‘adiacente campanile (sec. XIV) è stato riportato alla luce un quadrante d’orologio che si ritiene essere, nel suo genere, fra i più antichi d’Europa e di cui s’era perduta notizia fin dal 1487, anno in cui si sopraelevò la torre campanaria sulla quale venne installato poi un nuovo quadrante.
Il Museo, inaugurato il 2 novembre 1938, venne così denominato dal suo fondatore, l’ingegnere Francesco Troyer (1863-1936), perché destinato a raccogliere e valorizzare memorie archeologiche, storiche ed artistiche dell’antico territorio “Cenedese”: l’area compresa tra Piave e Livenza, dalla Val Belluna al mare, che coincide con la metà settentrionale dell’antica Diocesi di Ceneda, poi di Vittorio Veneto. Qui infatti si conservano reperti archeologici del Neolitico, dell’Età del Bronzo, del Ferro (Celti e Paleoveneti), di età Romana e Longobarda, alcune interessanti testimonianze storiche e una ricca raccolta d’arte, con opere che coprono un arco temporale che va dal Quattrocento al Novecento; in essa spiccano lo splendido rilievo in cartapesta della Madonna con il Bambino di Jacopo Sansovino, L’acquaiolo di Vincenzo Gemito, i dipinti di Pietro Paietta e la collezione intitolata: L’immagine della Resistenza.

Info:

www.museocenedese.it
Piazza Marcantonio Flaminio, 1
tel. 0438 57103
museocen@comune.vittorio-veneto.tv.it

 

  Oratorio dei SS. Lorenzo e Marco della Confraternita di S. Maria dei Battuti di Serravalle

Image Oratorio dei SS. Lorenzo e Marco della Confraternita di S. Maria dei Battuti di Serravalle

L’Oratorio dei Santi Lorenzo e Marco venne fatto erigere dalla Confraternita di Santa Maria dei Battuti, così chiamati perché, tra le altre pratiche penitenziali, compivano una processione pubblica in cui si percuotevano con un fascio di cordicelle terminanti in nodi. Tale Confraternita era un’organizzazione laica che si dedicava all’assistenza dei bisognosi, provvedendo, presso l’“ospedale” e l’attigua cappella, alla loro cura “materiale” e “spirituale”; essa venne istituita ufficialmente nel 1313, ma si stabilì in questo luogo forse già dalla fine del XIII secolo.
L’interno dell’Oratorio è decorato da un ciclo suggestivo di affreschi, realizzati nel corso della prima metà circa del XV secolo da diversi artisti, riferibili alla cosiddetta “pittura gotico devozionale”; essi raffigurano le Storie di S. Lorenzo e le Storie di S. Marco, lungo le pareti, i quattro Evangelisti e i Dottori della Chiesa, sulle volte delle due campate, ed una splendida Crocifissione, presso l’altare maggiore.
L’Oratorio subì varie vicissitudini nel corso dei secoli, la più clamorosa delle quali fu il suo utilizzo nel 1797, durante l’occupazione delle truppe napoleoniche, come cucina da campo; inoltre, nel secolo successivo ne vennero ampliate le finestre, con la perdita di parte della decorazione interna, e l’ultima campata fu modificata per la realizzazione dell’adiacente “Torre dell’orologio” in luogo dell’antica “Porta San Lorenzo”.

Info:

www.museocenedese.it
Piazza Tiziano Vecellio
tel. 0438 57103
museocen@comune.vittorio-veneto.tv.it

 

  Museo della Battaglia di Vittorio Veneto

Image Museo della Battaglia di Vittorio Veneto

Il Museo della Battaglia è nato dalla donazione fatta da un ragazzo del '99, il vittoriese Luigi Marson (1899-1952); venne inaugurato nel 1938,nella ricorrenza del ventennale della Vittoria, e la sede fu individuata nel cinquecentesco palazzo della Comunità di Ceneda che nel 1866, a seguito dell'unificazione degli antichi comuni di Serravalle e di Ceneda nella nuova città di Vittorio Veneto, aveva perso la sua originaria funzione civica.
Il Museo della Battaglia che dal 1938 è rimasto inalterato nell’allestimento si è invece arricchito di moltissimi reperti, oggetti e documenti.
Tra il 2012 ed il 2014, a seguito di un importante finanziamento europeo e regionale, l’edificio ed il museo hanno subito un radicale intervento di restauro e di riallestimento.
Ora il Museo della Battaglia di Vittorio Veneto si articola su tre piani, ciascuno con un tema legato alla Grande Guerra.
Al piano terra la TRINCEA, dove, lungo un tortuoso ed immersivo percorso si vengono a conoscere i diversi aspetti della vita trascorsa in questi angusti spazi.
Al secondo livello il tema dell’OCCUPAZIONE che ha interessato, tra novembre del 1917 e ottobre del 1918 una gran parte dell’Italia del Nord, con particolare riferimento all’area della sinistra Piave: proclami degli occupanti, modi di vita, curiosità, tragedie e peculiarità di questo breve ma intenso periodo della storia italiana. A questo piano è visitabile anche una saletta denominata l’Armeria che conserva un gran numero di armi e munizioni raccolte dal fondatore del Museo Luigi Marson.
Al terzo piano, la Battaglia finale, cosiddetta Battaglia di Vittorio e il MITO che attorno ad essa è cresciuto negli anni successivi. Le sale dell’ultimo livello ripropongono, inoltre, il tema dell’allestimento originario, così da non perdere la memoria della prima collezione, con le bacheche restaurate e i metodi espositivi di allora.
Infine, la sala un tempo detta della Vittoria, oggi riconosciuta come Aula Civica Cenedese ha riacquistato la sua funzione di luogo di incontri, con lo spettacolare scenario delle decorazioni di Giovanni De Min che nel 1844 ha dipinto storie di Ceneda e la gloria di Ferdinando I d’Asburgo.

Info:

www.museobattaglia.it
Piazza Giovanni Paolo I
tel. 0438 57695
info@museobattaglia.it

 

  Galleria civica di arte medievale, moderna e contemporanea "Vittorio Emanuele II"

Image Galleria civica di arte medievale, moderna e contemporanea "Vittorio Emanuele II"

La Galleria civica d’arte medievale, moderna e contemporanea “Vittorio Emanuele II” ha sede in Villa Croze, elegante edificio residenziale fatto costruire dall’Ing. Ottavio Croze su un progetto dell’Arch. Carlo Costantini agli inizi del Novecento (1906 ca.), lungo il Viale della Concordia, ora della Vittoria. La villa, dopo diversi passaggi di proprietà e destinazioni d’uso, venne infine scelta, dal Professor Giovanni Paludetti in accordo con l’Amministrazione Comunale, per ospitare la Galleria Civica, che fu inaugurata l’8 dicembre 2002.
Uomo di grande cultura, Giovanni Paludetti (1912 - 2002) fu insegnante e preside in vari istituti, collaborò con diverse testate giornalistiche e pubblicò libri di poesie, saggi di storia e di arte, tra cui il volume monografico sul pittore bellunese Giovanni De Min.
Per tutta la vita si dedicò a questa collezione, nata per soddisfare la sua personale passione e poi gradualmente accresciuta con l’intento, una volta maturata la scelta di renderla pubblica, di fornire ai futuri visitatori un percorso attraverso l’intera storia dell’arte italiana. Ne risultò una collezione ampia e variegata, la quale raccoglie dipinti, stampe, disegni, sculture ed arredi, che il Paludetti volle dedicare alla madre, mentre alla sorella Cecilia scelse di intitolare una particolare sala; anche il tema del Risorgimento, così caro al Professore, è molto presente nella Galleria, che porta il nome di Vittorio Emanuele II sempre per volontà del donatore.

Info:

www.galleriavittorio.it
Viale della Vittoria, 321
tel. 0438 552905
galleriavittorio@comune.vittorio-veneto.tv.it

 

  Museo del baco da seta

Image Museo del baco da seta

Il Museo del Baco da Seta trova collocazione ideale nella ex filanda Maffi, a San Giacomo di Veglia, frazione di Vittorio Veneto. La filanda è stata dismessa negli anni ’60 del Novecento e costituisce uno dei complessi industriali più consistenti e antichi della zona; l’uso originario rende quindi l’ambiente architettonico particolarmente adatto per accogliere questa realtà museale.
Il Museo del Baco da Seta documenta attraverso strumenti ed attrezzature, pubblicazioni, manifesti, filmati e foto storiche, una delle principali risorse economiche presenti nel territorio di Vittorio Veneto dalla fine del Diciottesimo secolo ai primi decenni del Ventesimo, la quale ha raggiunto qui livelli di avanguardia in ambito nazionale, costituendo per molti decenni la prima attività produttiva della zona e garantendo l’occupazione sia maschile sia, in prevalenza, femminile. L’allevamento dei bachi, il lavoro in filanda e nei centri bacologici hanno riguardato infatti la grande maggioranza della popolazione locale, fino a un passato recente.
Il Museo intende quindi restituire alcune tracce di queste memorie personali e collettive, attraverso materiale di grande interesse già appartenuto a privati ed a imprese che avevano operato nel campo bacologico, per raccontare alle nuove generazioni e ai visitatori esterni il complesso mondo agricolo, industriale, scientifico e sociale che per lungo tempo è ruotato attorno a tale attività.

Info:

www.museobaco.it
Via della Seta, 23/6
tel. 0438 946385
museobaco@comune.vittorio-veneto.tv.it

 

  Palazzo Minucci-De Carlo

Image Palazzo Minucci-De Carlo

Il palazzo Minucci-De Carlo fu costruito a partire dal 1596 per volere dell’Arcivescovo di Zara Minuccio Minucci. Lo stile è tardo rinascimentale e, rispetto alla teoria di edifici che caratterizzano Serravalle, si staglia come un unicum con le sue nove ariose arcate a bugnato.
Annessa al palazzo vi è anche la Cappella palatina, dedicata alla Santa Croce, in stile barocco, accessibile sia dalla pubblica via che direttamente dall’interno del palazzo. A quest’ultimo si accede da un grande portone che si apre su un androne passante acciottolato; da qui si diparte uno scalone monumentale che conduce al grande salone dei ricevimenti, spazio di raccordo del piano nobile. Questo ambiente, a doppia altezza e con balaustra, è decorato con stucchi e tele settecentesche narranti le vicende di Alessandro Magno, opere attribuite ad Antonio Lazzarini. Da questo spazio si dipartono attraverso quattro porte simmetriche, in sequenza seriale, le camere da letto, da pranzo e la grande e strutturata cucina.
Dalla metà dell’Ottocento la proprietà del Palazzo passa alla ricca famiglia cadorina dei De Carlo e l’ultimo proprietario, Camillo, la trasforma in un vero e proprio museo, dove raccoglie i numerosi oggetti di gusto esotico da lui collezionati da tutto il mondo, nei suoi viaggi in qualità di agente segreto per lo Stato Italiano.
Alla sua morte, avvenuta nel 1968, Camillo De Carlo lascia tutti i suoi beni ed il palazzo ad una Fondazione, costituita appositamente affinché la sua casa e quanto in essa contenuto potessero essere fruiti pubblicamente.

Info:

Via Martiri della Libertà
tel. 0438 57193

 

  Museo diocesano di Arte Sacra "Albino Luciani"

Image Museo diocesano di Arte Sacra "Albino Luciani"

Il Museo ebbe origine dall’iniziativa di S.E. Mons. Albino Luciani, vescovo di Vittorio Veneto (1958-1969), che promosse una campagna di recupero nel territorio diocesano di tutte le opere d’arte sacra più esposte al degrado e al pericolo di furti.
Le opere, salvate grazie all’instancabile impegno di don Rino Bechevolo, furono raccolte in un primo tempo presso i locali del Seminario e sono state via via oggetto di restauro.
Agli inizi degli anni Ottanta risale l’importante recupero e la rifunzionalizzazione degli spazi del sottotetto del Seminario su progetto dell’architetto Mario Cittolin al quale spetta anche l’intervento di allestimento che ha portato nel 1986 all’inaugurazione della prima ala del Museo d’Arte Sacra intitolato ad Albino Luciani.
Nel 2002, con l’acquisizione della ricca collezione di mons. Antonio Moret (comprendente circa sessanta dipinti, in particolare di epoca contemporanea, numerosi arredi sacri ed una sezione archeologica), è stata inaugurata la seconda parte del Museo.
Si conservano opere di Cima da Conegliano, Tiziano Vecellio, Francesco Beccaruzzi, Andrea Vicentino, Palma il Giovane, Egidio Dall’Oglio, Pietro Pajetta, Felice Carena, Filippo de Pisis, Pino Casarini, Guido Cadorin e di altri importanti esponenti della pittura veneta tra il XV ed il XX secolo. Il Museo è munito altresì di un deposito e di un laboratorio per il ricovero urgente ed il restauro.

Info:

Seminario Vescovile, Largo del Seminario 2
tel. 0438 948235
artesacra@diocesivittorioveneto.it

 

  Museo di scienze naturali "Antonio De Nardi"

Image Museo di scienze naturali "Antonio De Nardi"

Il Museo di Scienze Naturali è situato presso il Seminario Vescovile di Vittorio Veneto, nell‘ala Zaffonato, dal nome del Vescovo che iniziò la sua costruzione nel 1952. Tale ala infatti, situata presso il Largo del Seminario, venne aggiunta agli edifici già esistenti in un progetto coordinato dall’ing. Serravallo e dall’arch. Forlani.
A mons. Antonio de Nardi (1928-1994), già Rettore del Seminario e insegnante di scienze naturali, si deve la creazione di questo museo nel quale trovano posto esemplari naturalistici presenti in un preesistente gabinetto di fisica, campioni raccolti da Mons. De Nardi stesso e esemplari donati da altri vittoriesi.
A caratterizzare il museo è l’attenzione significativa verso tutto il patrimonio naturalistico locale. Infatti nella vasta collezione di rocce (più di 800 reperti) troviamo rocce magmatiche, metamorfiche e sedimentarie tutte provenienti dal territorio vittoriese. Tra i minerali si possono osservare gruppi di stalattiti provenienti da Postumia.
Degni di nota tra i fossili vertebrati alcuni pesci fossili provenienti da Bolca e nove campioni di Orso delle caverne provenienti da Velo (VR). I fossili invertebrati comprendono un gruppo di ammoniti locali. Campioni di lignite e derivati, esemplari di ambra con inclusioni, legni silicizzati e fossili vegetali provenienti da Bolca arricchiscono la sezione botanica.
Una citazione a parte merita la ricca collezione di uccelli che offre una panoramica completa di tutta l’aviofauna locale.

Info:

Seminario Vescovile, Largo del Seminario 2
tel. 0438 948411
Depliant informativo con orari di apertura

 

  Museo della Cattedrale

Image Museo della Cattedrale

La Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Tiziano è da più di un millennio il centro della vita religiosa di Ceneda e della diocesi di Vittorio Veneto. il Museo della Cattedrale è stato allestito nel 2013 proprio per raccontare e valorizzare questa lunga storia ecclesiastica, culturale ed artistica, le cui radici affondano nel VII secolo, all’epoca della miracolosa traslazione del corpo di San Tiziano vescovo da Oderzo a Ceneda. Si tratta di un piccolo spazio che accoglie innanzitutto suppellettili ecclesiastiche, uno scrigno dove i visitatori possono soffermarsi sui manufatti anche senza il filtro delle vetrine, che assolve pure all’importante funzione di deposito ordinato. Un primo livello di articolate didascalie ci guidano alla scoperta delle ragioni della forma di ogni tipologia di oggetto, legandole alla trasformazione della liturgia.
La visita al Museo è anche l’occasione per comprendere quanto l’arte sacra sia un linguaggio capace di aggiornarsi costantemente per mantenere viva la comunicazione coi fedeli: questo dimostrano i pregevoli bozzetti e i modelli delle opere d’arte realizzate in Cattedrale dal Settecento alla metà del Novecento e le relative schede storico-artistiche che si soffermano in modo particolare sull’iconografia e sul significato religioso dell’opera.
La creazione del Museo è stata anche l’occasione per riqualificare gli spazi in cui si riuniva il Capitolo della Cattedrale, di cui vengono narrate le origini, la storia e le attuali funzioni liturgiche.

Info:

Cattedrale di Ceneda (sopra le sacrestie)
Piazza Giovanni Paolo I
tel. 0438 53401
sintesicultura@inwind.it

 

  Museo di geologia

Image Museo di geologia

Il museo è allestito in località Nove.

Vi sono presentati in modo organico gli aspetti essenziali delle scienze della terra.

L’esposizione comprende numerosi campioni, mentre i pannelli illustrano i cristalli, i minerali, i fossili, le rocce, le dinamiche terrestri, la storia geologica delle Dolomiti e della geologia locale.

Info:

tel. 0438 568929 - 0438 568983